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Cambiamenti climatici, i colpevoli sono i ricchi

by Anton Bryan
Cambiamenti climatici, i colpevoli sono i ricchi

I miliardari sono la causa principale dei cambiamenti climatici.

Mentre il mondo affronta il disastro ambientale su una scala biblica, è importante ricordare esattamente chi ci ha portato qua.

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Le Nazioni Unite hanno appena rilasciato una relazione sul clima schiacciante.

La versione breve: abbiamo circa 12 anni per fare davvero qualcosa e prevenire gli aspetti peggiori del cambiamento climatico.

E che questo diventi irreversibile.

Cioè, non per prevenire il cambiamento climatico – siamo ben oltre quel punto – ma per prevenire il peggio, la maggior parte degli elementi catastrofici che colpiranno tutta la popolazione mondiale.

Per fare ciò, i governi della Terra devono guardare seriamente alle forze che lo guidano.

E una valutazione onesta di come siamo arrivati ​​fino a qua: vede solo 1’% della popolazione mondiale colpevole di tutto ciò.

Cioè, i ricchi!

Contrariamente a molte richieste, molte volte sensate che ci impattano su tutti noi, come per esempio quella di prendere l’autobus più spesso per salvare il mondo; tutte le nostre scelte individuali probabilmente stanno facendo pochissimo per il clima.

Il vero impatto arriva a livello industriale, poiché oltre il 70% delle emissioni globali proviene da sole 100 aziende del mondo.

Quindi un consumatore casuale come siamo tutti noi, può fare ben poco se quasi niente per invertire il riscaldamento globale.

Le persone che stanno attivamente aumentando il termostato globale e stanno minacciando di affogare il 20% della popolazione globale sotto il mare che si alza, sono i miliardari nei consigli di amministrazione di queste aziende.

Probabilmente non ci sono individui che hanno avuto un impatto più tossico sugli atteggiamenti pubblici e politici sui cambiamenti climatici come i signori del petrolio.

Per esempio, in America le industrie Koch (che si occupano del petrolio), rilasciano da sole circa 24 milioni di tonnellate di anidride carbonica nell’atmosfera ogni anno.

Ma lo scopo va ben oltre la semplice semina del dissenso e dello scetticismo fra le persone.

Mentre i miliardari e le compagnie che gestiscono hanno trascorso anni a insistere sul fatto che il cambiamento climatico non esistesse o che fosse esagerato, conoscevano già la realtà della situazione, da molto tempo.

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Il cofondatore di PayPal Peter Thiel, ad esempio, era solito donare all’istituto Seasteading, che mirava a costruire città galleggianti per contrastare l’innalzamento del livello del mare.

E la Exxon Mobil sapeva del cambiamento climatico nel 1977, quando ancora era solo Exxon e circa 11 anni prima che il cambiamento climatico venisse ampiamente discusso.

Invece di agire su di esso, hanno iniziato una campagna di disinformazione decennale.

Secondo Scientific American, Exxon ha contribuito a creare la Global Climate Coalition, che ha messo in discussione le basi scientifiche per la preoccupazione sui cambiamenti climatici dalla fine degli anni ’80 fino al 2002 e ha lavorato con successo per impedire agli Stati Uniti di firmare il Protocollo di Kyoto.

Una mossa che ha contribuito a causare la negazione della firma sull’accordo anche da parte dell’India e la Cina, altre due massicce fonti di gas serra.

Anche quando i legislatori del mondo mostrano lampi di volontà per ottenere qualcosa a favore del clima, queste volontà vengono rapidamente abbattute dalle lobby degli industriali.

L’esempio più clamoroso e recente e l’intenzione di Trump di ritirare gli Stati Uniti dall’Accordo sul clima di Parigi e il fatto che, per lui “il riscaldamento globale non esiste!”.

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Trump ovviamente sta con le lobby dei ricchi e non potrebbe essere diversamente per uno con il suo background.

Negli ultimi anni, le aziende produttrici di combustibili fossili hanno cercato di esprimersi dalla stessa parte del grande pubblico.

Anche se ci sono lampi di coscienza che si accendono a intermittenza all’interno di questi ricchi ultimamente (come per esempio  l’americana Exxon che ha promosso e sostenuto una tassa sul carbonio, come una misura di stop-gap che addebita 40 dollari per tonnellata di anidride di carbonio prodotta), il loro scopo finale gli impedisce di fare cose concrete.

A prima vista, questo può sembrare magnanimo, ma la verità è che Exxon può permettersi la tassa.

Non solo l’industria petrolifera e del gas sta vivendo un vero e proprio boom in questo momento, ma le aziende sanno che le uniche soluzioni reali ai cambiamenti climatici li danneggeranno ancora di più di una misera tassa.

Questo è in gran parte perché non esiste un incentivo al “libero mercato” per prevenire il disastro.

Un ambiente economico in cui un’azienda è considerata valida solo se costantemente in espansione e aumenta la sua produzione.

Non si può aspettare di attivare dei freni su qualcosa di così banale come una catastrofe globale in sospeso.

Invece, la logica del mercato impone che, piuttosto che prendere il colpo finanziario che viene fornito con il taglio dei profitti, è più ragionevole trovare un modo per fare soldi dall’oceano bollente.

Nulla illustra questo fenomeno meglio del fiorente settore degli investimenti per il cambiamento climatico.

Secondo Bloomberg, gli investitori stanno cercando di ricavare profitti da tutto come per esempio dalla rinnovata produzione di cibo agli hotel per le persone in fuga da aree sempre più devastate dagli uragani.

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Uno dei migliori strateghi d’investimento di JP Morgan Asset ha informato i clienti che l’innalzamento del livello del mare era così inevitabile che ci fossero probabilmente molte opportunità per investire nella costruzione di pareti contro il mare.

Ancora oggi, dopo decenni di miliardari radicali libertari che promuovono l’incredulità nei confronti del cambiamento climatico e lo scetticismo nei confronti dei governi, le ultime catastrofi perpetrate ovunque, dagli uragani, agli allagamenti e agli incendi devastanti mostrano alle persone comuni che esiste davvero un rischio clima.

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Solo che le persone normali sono vittime di dinamiche incontrollabile e di lobby; di governi corrotti o addirittura impotenti e che non si possono opporre ai ricchi.

Mentre ci viene venduto l’effetto del riscaldamento globale come causa, come per esempio l’invasione dei migranti che fuggono proprio per questi cambiamenti climatici e che sarnno sempre più.

Tutto questo suona come una civiltà la nostra – che non ha idea ancora di dove sia il Polo Nord!

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