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Cambiamenti climatici, siamo “noi” i colpevoli?

by Anton Bryan
Cambiamenti climatici, siamo “noi” i colpevoli

Chi è il “noi” quando parliamo del: “Stiamo causando cambiamenti climatici”?.

Le persone che scrivono sul cambiamento climatico amano davvero usare la parola “noi”.

“Avremmo potuto prevenire il riscaldamento globale negli anni ’80!”.

“Emettiamo più emissioni di anidride carbonica che mai!”.

“Dobbiamo accelerare le soluzioni alla crisi climatica!”.

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Questo modo di prenderci la colpa al modo generale, ha avuto pieno effetto dopo che l’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), ha pubblicato il suo rapporto speciale sulle differenze tra il riscaldamento globale da 1,5° C e 2° C. .

L’IPCC ha affermato senza mezzi termini che i cambiamenti climatici minacceranno la vita di centinaia di milioni di persone nei prossimi decenni, a meno che le emissioni di gas serra non dimezzeranno in 10 – 12 anni da adesso in poi.

E dovranno cesare del tutto in 30 anni al massimo!

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In risposta, un eminente giornalista sul clima ha scritto su Twitter,

“Avevamo tempo e abbiamo avuto molti avvertimenti per evitare questo destino, senza inutili interruzioni, ma ora possiamo evitarlo solo con un’interruzione ESTREMA!”.

“Dato quanto abbiamo fatto fino ad ora, cioè quasi niente, le probabilità sono che continueremo ad andare troppo lentamente nel cambiare le cose!”.

Dato che il cambiamento climatico è un problema globale, la tentazione di usare il “noi” come colpevoli ha senso.

Ma c’è un vero problema: il collettivo colpevole che invoca semplicemente non esiste.

E’ un’entità utopica!

Il vero responsabile per i cambiamenti climatici è un costrutto immaginario, distorto e pericoloso.

Nascondendo chi è realmente responsabile e accogliendo la colpa come umanità, non facciamo altro che fornire copertura politica per le persone che sono i veri colpevoli e sono anche felici di lasciare morire centinaia di milioni di altre persone per il proprio profitto e piacere.

Quindi, chi siamo questo noi?

Questo “noi”, comprende i 735 milioni di persone che, secondo la Banca Mondiale, vivono con meno di 2 dollari al giorno?

Comprende circa 5,5 miliardi di persone che, secondo Oxfam, vivono con cifre comprese fra 2 e 10 dollari al giorno?

Comprende milioni di persone, in tutto il mondo che fanno tutto il possibile per ridurre le proprie emissioni e contrastare l’industria dei combustibili fossili?

Comprende Bill McKibben, il più anziano statista del movimento per il clima che ha scritto il suo primo libro sui cambiamenti climatici nel 1989?

Che ne dici di Greta Thunberg, la ragazza quindicenne che sta facendo uno sciopero scolastico fuori dal parlamento svedese per chiedere al suo governo di attuare politiche che mettano fine alla produzione, alla distribuzione e al consumo di combustibili fossili?

Comprende le popolazioni indigene che hanno vissuto in armonia con i loro ecosistemi per generazioni e generazioni?

Comprende i nostri figli?

Il colpevole collettivo semplicemente non esiste!

L’economia dei combustibili fossili, per il momento, fornisce la struttura necessaria per ciò che le persone fanno e hanno bisogno su questo pianeta.

Nelle sue inclusioni ed esclusioni, nel porre le condizioni di possibilità per l’azione umana, sembra non rimpiazzabile da teorie ambientaliste.

Che vanno a scontrarsi con i numeri dell’economia capitalista!

Questo modello di economia che ci siamo costruiti richiede una riproduzione attiva in ogni momento.

Attraverso sussidi, attraverso la costruzione e la riparazione delle sue infrastrutture, attraverso procedimenti giudiziari che sostengono le sue leggi, attraverso la protezione dei suoi “beni” da parte dell’esercito, attraverso le foto di Instagram che pretendono che i suoi benefici ti portino gioia, e così via.

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Invece di pensare al cambiamento climatico come qualcosa che stiamo facendo “noi”, ricorda sempre che ci sono milioni, forse miliardi di persone su questo pianeta che preferirebbero preservare la civiltà piuttosto che distruggerla con il cambiamento climatico!

C’è chi preferirebbe vivere di natura piuttosto che in un’economia del combustibile fossile che gli ammazzi lentamente!  

Queste persone non sono tutte mobilitate, in nessun modo, ma sono lì.

Molte persone sono brave.

Ma sono spesso persone comuni, senza alcun potere per cambiare le cose.

Ma ricorda anche che ce ne sono altri, alcuni dei quali comandano il mondo e quali se volessero potrebbe veramente cambiare le cose, che sembrano disposti a distruggere la civiltà e lasciare morire milioni di persone affinché l’economia dei combustibili fossili continui cosi.

Sappiamo chi sono quelle persone.

Noi non siamo quelle persone.

Ricorda anche che ci sono gradi di complicità.

Senza cambiamenti strutturali pagati collettivamente, la maggior parte di noi non ha altra alternativa che usare combustibili fossili in una certa misura.

Pensa solo alle macchine elettriche.

Se non ci sono o se costano troppo, noi non possiamo permetterci di averle e continuiamo a muoverci a petrolio.

Ma come individui, dobbiamo fare il meglio che possiamo.

Le scelte vincolate non sono affini alla complicità inconsapevole del 10%  che produce il 50% delle emissioni globali ogni anno, prendendo più voli a lungo raggio per viaggi di piacere per esempio.

Oppure riscaldando le loro case a temperature tropicale in inverno invece di indossare un maglione.

O che guidando dei SUV grossi quanto un camion che poi sostituiscono ogni pochi anni.

Né sono scelte vincolate come la complicità profonda e vergognosa di molti nei mezzi d’informazione della stampa e della televisione che rifiutano di menzionare il cambiamento climatico anche nelle storie sugli effetti dei cambiamenti climatici che stanno già segnando la vita di milioni di persone e che continueranno ad aggravarsi sempre più.

Le persone e le istituzioni implicite devono essere chiamate e incoraggiate a cambiare.

E l’industria dei combustibili fossili deve essere combattuta.

I governi che sostengono l’economia dei combustibili fossili devono essere sostituiti.

Ma nessuno di noi sarà efficace in questo se pensiamo al cambiamento climatico come a qualcosa che stiamo facendo “noi”.

Chiamandoci in colpa come umanità ci porta alla rassegnazione implicita.

Pensare al cambiamento climatico come qualcosa che stiamo facendo “noi”, invece di qualcosa che ci viene impedito di annullare, perpetua la stessa ideologia dell’economia dei combustibili fossili che stiamo cercando di trasformare.

I cambiamenti climatici potrebbero ispirare una stima per te stesso su cosa significhi essere umano e quali sono i tuoi valori morali.

Ma ricorda sempre: questa è una battaglia contro le forze distruttive per salvare qualcosa di questo mondo dolorosamente bello e assolutamente miracoloso e indispensabile per i tuoi figli.

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L’industria dei combustibili fossili e i governi che la supportano stanno letteralmente colludendo per impedirti di creare un mondo che funzioni con energia sicura.

Stanno cercando di mantenere l’economia dei combustibili fossili e i loro profitti.

Se vuoi aiutare il mondo, chiunque tu sia, smetti subito di pensare a “noi” come colpevoli del cambiamento climatico e incomincia a pensare a “loro”; contro quali lotteremo per preservare la nostra casa Terra!

 

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