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Profughi Rohingya, una tragedia che si consuma lontano e in silenzio

by Anton Bryan

I profughi Rohingya sono vittime del lavoro forzato e dello sfruttamento sessuale.

L’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM), riferisce che i campi profughi Rohingya a Cox’s Bazar, in Bangladesh, sono dei terreni fertili per i trafficanti che depredano le persone vulnerabili.

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IOM dice che le giovani donne e le ragazze in particolare, sono attratte nelle situazioni di lavoro forzato e sfruttamento sessuale.

Un’indagine da parte dello staff dell’OIM ha identificato circa 100 rifugiati Rohingya che sono fuggiti da situazioni di traffico abusivo e sono tornati a Cox’s Bazar.

L’IOM afferma che questi piccoli numeri sono solo una piccola parte di coloro che sono caduti vittima della tratta.

Dice che è difficile definire la portata della situazione a causa della sua natura clandestina.

Inoltre, afferma che le vittime sono riluttanti a farsi avanti a causa dello stigma e della paura della ritorsioni.

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Il portavoce dello IOM Joel Millman, afferma che le ragazze vendute ai lavori forzati sono il gruppo più numeroso di vittime della tratta.

Ma, dice che anche uomini e ragazzi adulti sono bersagli dei trafficanti e rappresentano circa uno su tre di quelli che finiscono nei lavori forzati.

Millman dice che i trafficanti attirano i giovani vulnerabili in situazioni pericolose con false promesse di lavoro e una vita migliore.

“Le persone hanno menzionato casi di ragazze reclutate per lavoro domestico o cameriere in albergo poi rimaste intrappolate nella prostituzione forzata.”.

I membri della comunità affermano che le donne Rohingya normalmente non considerano la prostituzione un’attività generatrice di reddito.

“Ma l’attuale mancanza di opzioni per il sostentamento costringe alcune donne a impegnarsi nel sesso per sopravvivere!”, ha detto Milleman.

Il prezzo corrente per la prostituzione a basso costo è di sei dollari, ma le donne Rohingya ottengono solo tra 80 centesimi e 1,20 dollari per servizio.

Quasi un milione di rifugiati Rohingya vivono a Cox’s Bazar.

La maggior parte è arrivata dall’agosto 2017 per sfuggire alla violenza e alla persecuzione in Myanmar.

L’IOM afferma che ai rifugiati è vietato lasciare gli insediamenti e dipendono interamente dagli aiuti internazionali per la sopravvivenza.

Le limitate opportunità di lavoro nei campi, rendono i Rohingya facili prede per i trafficanti.

Ma questo sono solo notizie che non ci toccano da vicino.

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Succede dall’altro capo del mondo mentre noi qua in Europa abbiamo altri grata capo per poterci pensare alle disgrazie subite da persone lontanissime.

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