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Siamo i nostri propri nemici!

by Anton Bryan
Siamo i nostri propri nemici!

È giunta l’ora di andare in panico per il clima e per quello che stiamo facendo a noi stessi! Siamo i nostri propri nemici e sembra che ci vogliamo estinguere a qualsiasi prezzo!

Gli scienziati dicono che la prova del coinvolgimento umano per quello che riguarda il cambiamento climatico il ‘Gold Standard’ di certezza!

Non ci sono più alcuni dubbi al riguardo!

Siamo i nostri propri nemici!

In nome del Dio profitto ci stiamo appiccicando il fuoco alla nostra cassa comune: La Terra!

Leggi anche: Che cosa possiamo imparare dal discorso di Greta Thunberg sul cambiamento climatico.

La certezza che sia stato l’umo a provocare il cambiamento climatico e il riscaldamento della Terra è ormai dimostrata scientificamente, hanno detto alcuni ricercatori di fama mondiale in un commento sulla rivista Nature Climate Change.

Usando un’analisi statistica particolare, la stessa usata per scoprire l’inafferrabile bosone di Higgs, gli scienziati hanno valutato enormi quantità di dati satellitari.

Le conclusioni sono inappellabili:

Il colpevole del riscaldamento globale è l’uomo stesso!

Solo una probabilità di uno-a-un-milione potrebbe scagionare l’umanità dalle colpe che ha.

“La narrazione là fuori quale sta ancora tentando di raccontare che gli scienziati si sbagliano e che il riscaldamento globale è un fenomeno naturale e ciclico della Terra, è stata contrapposta alle prove scientifiche ineludibili!

Lo dice un ricercatore di nome Benjamin Santer, uno scienziato atmosferico presso il Lawrence Livermore National Laboratory alla Reuters.

“Che cosa facciamo adesso?”.

“prima di tutto, l’umanità non può permettersi di ignorare tali segnali chiari!” sono state le parole di Benjamin Santer.

Tuttavia, le persone sono persistenti nel negare il coinvolgimento umano nella tragedia climatica in atto.

Le ragioni economiche sono il primo fattore che ha contribuito a tutto questo disastro, che non può che solo peggiorare.

Nel nome del profitto, tante grandi compagnie non vogliono guardare la realtà in faccia e stanno proseguendo nel contribuire massicciamente al riscaldamento globale.

Per esempio, Amin Nasser, il CEO della compagnia petrolifera nazionale dell’Arabia Saudita Aramco, ha detto che la domanda di petrolio aumenterà in modo significativo in tutto il mondo, secondo un rapporto Reuters.

La nostra società affronta una crisi di percezione sulle risorse con molteplici implicazioni secondarie” ha detto Nasser secondo come riferito dalla Reuters.

“La nostra fonti di rifornimento di energia tradizionale, affidabili e convenienti, non sono comunque sufficienti per soddisfare le aspettative della società oggi.”

Nasser ha anche detto che la richiesta per soddisfare il fabbisogno mondiale di energia con latri a parte quelle petrolifere, “non sono basate su logica e sulla realtà!”.

Come effetti secondari direttamente collegati ai cambiamenti climatici, sono la sempre più grande penuria di cibo e l’immigrazione di massa dalle zone più esposte solitamente verso il nord.

Ovviamente, le grandi compagnie petrolifere non possono guardare a questi aspetti, che solo in modo relativo.

Ne vale della loro stesa esistenza.

I prezzi alimentari guidati da riscaldamento globale sono in forte aumento, uno studio dimostra.

Gli scienziati avvertono che le pratiche agricole devono essere adattata ad un mondo più caldo e all’aumenta nella popolazione globale.

Ma ciò è impossibile per la maggior parte dell’agricoltura mondiale, visto che è solo un’agricoltura di sopravvivenza e le mancano ogni forma di risorse per poter cambiare.

I prezzi dei prodotti alimentari sono aumentati del 200%, solo negli ultimi anni, dicono gli scienziati, come conseguenza delle temperature più calde.

Che causano disidratazione e impediscono l’impollinazione di piante coltivate.

Leggi anche: Terrificante: gli scienziati scavano in profondità nell’Antartide per un pezzo mancante del puzzle sul clima!

Il riscaldamento globale ha già danneggiato la produzione alimentare mondiale e ha spinto i prezzi del cibo quanto 200% negli ultimi anni ha rivelato una nuova ricerca.

Il calo della produttività delle piante coltivate nel mondo non è stato causato dai cambiamenti nella pioggia ma dalle temperature più elevate.

Che possono causare disidratazione, impedire l’impollinazione e condurre alla fotosintesi rallentata.

Lester Brown, Presidente dell’Earth Policy Institute, Washington DC, ha detto che i risultati delle ultime ricerche scientifiche indicano un punto di svolta:

“L’agricoltura come esiste oggi si è evoluta in un contesto di più di 11.000 anni di clima ragionevolmente stabile, ma quel sistema di clima non c’è più.”

L’adattamento è difficile perché la nostra conoscenza del futuro non è abbastanza forte per nuovi investimenti in auto ecologiche e un modello di vita che rispetti l’ambiente, ha detto Lester Brown.

“Così non abbiamo scelta, possiamo solo andare avanti, sperando per il meglio.”

Come se corressi a 300 all’ora in autostrada sperando che non ti succeda niente!

Gli scienziati dicono che il loro lavoro mostra quanto sia importante trovare modi per adattare l’agricoltura ad un mondo più caldo.

Ciò dovrebbe garantire che l’aumento della popolazione globale sia accompagnati da un aumento di produzione alimentare.

“Questo è fondamentale,” ha detto Wolfram Schlenker, alla Columbia University di New York e uno dei team di ricerca.

“Se continuiamo ad avere la stessa varietà di sementi e le temperature continuano a salire, i prezzi alimentari aumenterà ulteriormente. Questo significa guerra per il cibo, detto in termini semplici!”

La nuova ricerca si unisce un piccolo numero di studi in cui l’impronta digitale del cambiamento climatico è stata separata da variazioni naturali nel tempo e da altri fattori; cosi che si possa dimostrare come gli effetti del riscaldamento si sono già fatti sentire nel mondo.

Gli scienziati hanno dimostrato che la possibilità del grave ondata di caldo che ha ucciso migliaia in Europa nel 2003 è stata sicuramente l’effetto probabile dal riscaldamento globale.

I prezzi dei prodotti alimentari hanno raggiunto nuovi livelli record quest’anno e sono stati implicati come attivatori per i disordini in Medio Oriente e Africa.

Un crescente appetito per la carne è un fattore critico, ha detto Wolfram, un altro ricercatore di fama mondiale.

“In realtà abbiamo abbastanza calorie per sfamare il mondo comodamente. Il problema è che la carne è veramente inefficiente,

“Molti, troppi chilogrammi di grano sono necessari per produrre un chilogrammo di carne”, ha detto.

“Come alcuni paesi diventano sempre più ricchi e hanno un fabbisogno sempre maggiore per la carne, questa diventa sempre più costosa. Ciò va a influire negativamente sui paesi più poveri che fanno sempre più fatica a sfamare le lor popolazioni!”.

E questo ci porta al secondo problema, più grande ancora!

Se oggigiorno l’immigrazione dai paesi poveri verso i paesi più ricchi sembra troppo massiccia, negli anni a venire diventerà insostenibile!

E non ci sarà alcun strumento per opporsi!

Lioni di migranti climatici si dirigeranno verso gli Stati Uniti nei prossimi anni!

E forse altri tanti verso l’Europa!

L’allarme degli scienziati americani: “Un’ondata di migranti climatici si abbatterà presto sugli Usa”

Gli scienziati americani hanno lanciato un allarme quale fa paura:

Un’imminente “ondata di migranti climatici”, arriverà alle frontiere degli Stati Uniti nei prossimi anni!

Secondo un’équipe di esperti dell’ateneo di Harvard, condotta dal climatologo Jesse Keenan, gli Stati Uniti saranno soggetti a un’ondata “biblica” di disperati in fuga da eventi atmosferici estremi e dalla fame.

A causa del riscaldamento globale e del conseguente innalzamento del livello degli oceani, gli abitanti delle isole caraibiche dovranno infatti abbandonare progressivamente i rispettivi territori per rifugiarsi a Nord, verso gli Stati Uniti.

Lo studio realizzato dagli scienziati in questione, pubblicato sulla rivista Nature Climate Change, prevede quindi che, dal 2022 in poi, le persone che ogni anno si dirigeranno dai Caraibi verso gli Usa saranno “centinaia di migliaia”.

Tale immigrazione è di proporzioni bibliche e difficilmente potrà essere fermata.

Ad esempio, nel 2057, sostengono gli scienziati, i migranti climatici diretti verso gli Stati Uniti potrebbero essere non meno di “6 milioni”.

È giunta veramente l’ora di andare in panica per via dei cambiamenti climatici!”.

Questa fu la prima riga del terrificante saggio del 2017 di David Wallace-Wells sulla rivista newyorkese sui cambiamenti climatici.

È stato un tentativo di dipingere un’immagine molto reale del nostro tempo non troppo lontano nel futuro.

Un futuro pieno di carestie, caos politico, crollo economico, competizione feroce di risorse e un sole che “ci cucina”.

Wallace-Wells ha sviluppato il suo terrificante saggio in un libro ancora più terrificante, intitolato:

The Uninhabitable Earth: Life After Warming .

Ed è una lettura brutale.

Wallace-Wells è stato criticato nel 2017 per essere troppo iperbolico, troppo cupo.

Ma come ha spiegato David Roberts di Vox all’epoca, quelle critiche erano per lo più malriposte.

Wallace-Wells non è un autore disperato; non dice che tutto sia perduto; sta semplicemente esponendo i fatti allarmanti di ciò che è probabile che accada se non cambiamo radicalmente rotta.

Ciò che rende il libro così difficile da leggere non sono solo le statistiche strabilianti, come il fatto che potremmo potenzialmente evitare 150 milioni di morti premature in eccesso entro la fine del secolo per via dell’inquinamento atmosferico (l’equivalente di 25 olocausti o il doppio del numero di morti dalla seconda guerra mondiale) se potessimo limitare il riscaldamento globale medio a 1,5 gradi Celsius o mantenere il riscaldamento a massimo 2 gradi senza fare affidamento sulle emissioni negative.

È anche la rivelazione che abbiamo fatto più danni all’ambiente da quando le Nazioni Unite hanno stabilito il suo quadro sui cambiamenti climatici nel 1992 rispetto a quello che abbiamo fatto in tutti i millenni che lo hanno preceduto.

O, come dice Wallace-Wells, “Abbiamo fatto più danni all’ambiente consapevolmente di quanto non siamo mai riusciti nell’ignoranza.”

Siamo i nemici di noi stessi!

Sembra che volessimo estinguerci a qualsiasi prezzo!

Nel complessivo della razza uno di noi può solo guardare impotente e aspettare la fine dell’umanità in silenzio e rassegnato!

Leggi anche: Come il cambiamento climatico ha causato il crollo del primo impero del mondo

Oppure ogni uno di noi può fare qualcosa nel suo piccolo!

Prima che sia troppo tardi! Se non lo è già!

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